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Torna l’ora legale: come incide sul nostro benessere?

ora legale

Con la fine del mese di Marzo, sta per tornare anche per il 2020 l’appuntamento con il cambio dell’ora. Lo spostamento delle lancette quest’anno scatterà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 Marzo, quando passeremo dall’ora solare all’ora legale, mandando l’orologio avanti di un’ora tra le 2 e le 3 di notte. Ciò significa che improvvisamente si guadagnerà un’ora di luce, ma si perderà un’ora di sonno.

Un po’ di storia: perché esiste l’ora legale?

Vi siete mai chiesti perché esiste l’ora legale? Di base, il cambio di ora è stato inventato con un obiettivo primario: quello del risparmio energetico e quindi di un minore consumo di illuminazione elettrica. L’idea di risparmiare e dunque cambiare orario risale addirittura al 1784, ad opera di Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, che però venne presa poco in considerazione. In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916. L’Unione Europea ha stabilito che in ciascuno Stato membro il periodo dell’ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino (ora universale) dell’ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino (ora universale) dell’ultima domenica di ottobre. In Italia significa regolare l’orologio alle 2 del mattino e portarlo a segnare le 3.

Non tutti i Paesi del mondo hanno deciso di seguire la convenzione dell’ora legale. Alcuni l’hanno adottata in passato ma l’hanno abbandonata, altri addirittura seguono sempre l’ora legale e hanno sospeso l’ora solare.

Ora legale: come incide sul nostro benessere e sul sonno?

Oltre ai benefici psico-fisici dovuti alla maggiore esposizione al sole, il passaggio all’ora legale potrebbe causare qualche piccolo effetto collaterale, soprattutto per il nostro ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola l’alternanza fra riposo e attività insieme a numerosi altri processi fisiologici. Quali possono essere quindi gli effetti fisiologici della variazione, anche di una sola ora, dei nostri ritmi quotidiani sulla nostra salute? Scopriamolo insieme:

  • Il cambio d’ora disturba il sonno e la concentrazione: nelle persone che hanno già difficoltà ad addormentarsi, avere un “fuso orario artificiale” può rendere ancor più difficoltoso rispettare i propri tempi di addormentamento e di risveglio. Se si dorme con maggiore difficoltà, e comunque il nostro organismo è settato su un ritmo anticipato o posticipato di un’ora rispetto alla vita quotidiana, anche la concentrazione può risentirne.
  • Effetti sul cuore: esistono diversi studi sulla correlazione tra il passaggio tra ora solare e ora legale e le patologie cardiache. In particolare, uno studio dell’Università di Stoccolma riporta un’incidenza del 4% in più di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare, in prevalenza nelle persone più anziane.
  • Effetti sull’umore: gli effetti del cambio dell’ora si possono constatare anche sul nostro umore: con l’ora legale infatti fa buio prima e l’esposizione alla luce solare è fondamentale da tutti i punti di vista: non solo per la regolazione del ritmo circadiano sonno-veglia ma anche per il nostro umore. Nei paesi dove si trascorrono molti mesi all’anno in condizioni di bassa luminosità sicuramente si ha anche un tasso maggiore di disturbi dell’umore addirittura in senso depressivo.

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Come combattere gli effetti del cambio dell’ora

Ma in quanto tempo il nostro corpo si abitua al cambio dell’ora? Il tempo richiesto dall’organismo per adattarsi alle nuove condizioni è sicuramente soggettivo: dipende dalla condizione di sonno da cui partiamo, dai nostri schemi lavorativi e dalla possibilità o meno di adeguarsi a tutto tondo ai nuovi orari. Ecco alcuni consigli su come ridurre gli eventuali disagi dell’organismo dovuti allo spostamento delle lancette.

Ciò che di solito si suggerisce anche a chi affronta un viaggio verso un paese con fuso orario diverso è di cercare di spostare tutte le nostre attività assecondando il nuovo schema di orario: questo permette al nostro organismo, con modalità individuali di riadattarsi il più in fretta possibile.

Un altro esempio valido è rappresentato dalla scelta di alzarsi alla stessa ora, e non un’ora più tardi, la domenica mattina (cioè sempre alle 9, se la domenica ci si alza a quest’ora, che in realtà sarebbero le 8) e di organizzare in questa giornata un’attività che richieda un certo dispendio energetico, o di praticare sport o attività fisica: in questo modo si riesce ad arrivare la sera della domenica “sufficientemente stanchi” per addormentarsi all’ora usuale e ad alzarsi il lunedì pronti per affrontare la giornata. La domenica sera, inoltre, è bene mantenere lo stesso orario per la cena e per le altre attività quotidiane di routine. In assenza di controindicazioni è possibile anche concedersi una cena un po’ più gustosa e abbondante, un altro elemento che può favorire il sonno anticipato.

Un suggerimento importante, poi, è quello di spegnere o non utilizzare smartphone, tablet e altri dispositivi tecnologici a partire dall’ora di cena per riprenderli in mano la mattina seguente. Questo perché il ritmo sonno-veglia è regolato dalla luce naturale e la luce blu di questi apparecchi potrebbe rendere più difficile l’addormentamento, soprattutto nel caso del passaggio all’ora legale.